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Il settore dei prestiti è strettamente legato all’economia di un paese. Se c’è una crescita, le persone tendono a chiedere maggiormente dei finanziamenti per fare degli acquisti più importanti e più a lungo termine, se invece c’è stagnazione o addirittura decrescita, si tende a rimanere un po’ più “conservativi” e a fare meno domande di prestiti e finanziamenti in generale.

Per questo motivo si capisce che le cose in Italia stanno tornando per il verso giusto quando si analizzano le statistiche legate ai prestiti concessi dagli istituti di credito.

 

Secondo la BCE, Banca Centrale Europea, il 25% delle banche italiane ha ammesso di aver allentato la stretta creditizia nel corso del terzo trimestre 2015, rendendo più semplice avere accesso a prestiti e crediti.

 

Era proprio questo l’obiettivo del QE voluto da Draghi qualche settimana fa, ovvero iniettare della liquidità nel mercato tale da dare una spinta, tra gli altri, al settore dei prestiti e dei mutui, critico per la ripresa economica.

 

Secondo le ultime informazioni che sono state rese note dall’ABI, l’Associazione Bancari Italiana, che rappresenta la voce di 78 banche italiane che rappresentano circa l’80% del totale del mercato italiano, nei primi 8 mesi del 2015 (da gennaio ad agosto, dunque), la concessione di prestiti alle aziende è salita del 15% rispetto agli 8 mesi del 2014.

 

Anche se si guarda il settore finanziamenti dal punto di vista delle famiglie, sempre da gennaio ad agosto 2015 sembra che il numero di mutui erogati sia stato di 28,920 miliardi di euro, in salita del 86,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tra le tipologie di finanziamenti richiesti, il 29% è formato da surroghe, ovvero lo spostamento del mutuo da una banca all’altra per andare alla ricerca di condizioni migliori.

 

Ora ci si aspetta che nel prossimo futuro questi numeri possano aumentare e migliorare ancora.

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