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L’ABI, Associazione Bancari Italiana, ha fatto sapere che i privati hanno chiesto, nei primi 8 mesi del 2015, ben l’86,1% in più di mutui rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Complice” di questo dato positivo anche i tassi di interesse, ora ai minimi da 5 anni.

Entrando nel dettaglio delle specifiche dei mutui richiesti, sembra che i 2/3 del totale siano a tasso fisso, scelta molto conveniente per garantirsi un tasso di interesse costante per tutta la durata del finanziamenti ed evitare rialzi legati agli incrementi dei tassi di interesse, che si prevede dovrebbero cominciare ad alzarsi di qui a qualche anno.

 

Attualmente il tasso medio sulle nuove erogazioni è del 2,05%, contro 1,95% del mese scorso e 5,48% del 2007.

 

Ad una informazione positiva corrisponde, tuttavia, una notizia negativa, ovvero l’incremento delle sofferenze bancarie.

 

A luglio 2015 la somma totale delle sofferenze era di 197,1 miliardi di euro, ad agosto è salita a 198,5 miliardi.

 

Il rapporto totale medio delle sofferenze lorde rispetto agli impieghi è del 10,4% ad agosto 2015, in salita rispetto al 9,2% di agosto 2014 e al 2,8% del 2007. Tali sofferenze crescono per le imprese (17,7% di agosto 2015 contro il 15,2% di agosto 2014), per i piccoli operatori economici (17,3% ad agosto 2015 contro il 15,5% dello stesso mese lo scorso anno) e per le famiglie (7,2% ad agosto 2015, 6,7% ad agosto dell’anno scorso).

 

In salita anche le sofferenze nette, che aumentano da 84,8 miliardi di euro ad luglio, a 85,9 miliardi di euro a agosto.

 

Sembra dunque che ci troviamo di fronte ad una situazione in cui la coperta sia troppo corta, se da un lato si gioisce per il maggior numero di mutui erogati, dall’altro occorre tenere attentamente monitorata la situazione per evitare un ulteriore incremento delle sofferenze. L’aria che si respira, tuttavia, è positiva.

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