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Il primo ministro della Turchia, Ahmet Davutoglu, ha deciso di abbandonare la carica dopo una discussione di un’ora e mezza con il presidente della repubblica, Recep Tayyp Erdogan. Il motivo delle dimissioni sarebbe la sua linea troppo moderata che non andava più d’accordo con il pensiero più duro del presidente.

E pensare che era stato proprio lui a favoreggiarlo all’epoca nella sua entrata nella carica di Premier dopo una sconfitta. Ma sembra che le strade tra i due si siano, ormai, divise e ognuno di loro abbia acquisito una mentalità troppo in contrasto con quella dell’altro perché potessero continuare a convivere.

 

Il rapporto solidale tra Davutoglu e Erdogan è incominciato nel 2014, quando il primo si trovava già alla carica di leader del partito AKP, mentre il secondo era appena stato eletto capo di Stato. Ma il 5 maggio 2016 arriva l’annuncio ufficiale dell’ormai ex Premier, il quale dichiara che le sue dimissioni sono state decise “non per scelta, ma per necessità” e affermando che sarebbe tornato alla vita accademica, giungendo alla conclusione che un cambiamento nella posizione di leader del partito e primo ministro sia la soluzione migliore.

 

Intanto, il presidente della Repubblica sembra ostinato a voler dare vita a un regime presidenziale, in modo da avere ancora più poteri raccolti nelle sue sole mani. Un percorso che Ahmet Davutoglu non sembrava voler intraprendere e ciò ha contribuito a creare una barriera tra i due. Ricordiamo che quest’ultimo si è anche reso protagonista, nell’ultimo periodo, nell’ambito della trattativa sui migranti e favorendo l’entrata della Turchia nell’Unione Europea, un passo importante per il paese.

 

Ora non si sarà quale sarà il futuro del Paese in questa direzione, ma quello che già si conosce sono i nomi dei due possibili candidati: il ministro dei Trasporti Binali Yildirim o Berat Albayrak, genero di Erdogan.

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