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Il disegno di legge sulle banche supera la fiducia della Camera il 23 marzo, con 351 voti a favore e 180 contrari, comandati prevalentemente da M5S che aveva, inoltre, chiesto un rinvio delle votazioni per la prossima settimana.

I partiti che hanno votato a favore del decreto sono stati il PD, naturalmente, AP, Scelta Civica, SVP e Democrazia Solidale - Centro Democratico. Chi si è dimostrato contrario, oltre al Movimento Cinque Stelle, sono Sinistra Italiana, Lega, FI, COR e FDI. Trovato un accordo con M5S e, ora, la legge è inviata all’Assemblea di Montecitorio.

 

Il decreto sulle banche è incentrato sul portare dei vantaggi sia alle banche che al cliente, anche se per quest’ultimo sembra che la legge vada solo a favore delle prime. In particolare, dovrebbe ridiscutere gli interessi e modificare alcune regole, migliorando la funzionalità degli istituti di credito.

 

Insomma, un provvedimento per cui le banche devono ritenersi soddisfatte e, dopo ulteriori modifiche, un po’ meno i cittadini (nonostante l’idea fosse nata con uno scopo contrario). Ma, d’altronde, sono tante le leggi italiane che partono con uno scopo e finiscono per proteggere esattamente la parte che avrebbero dovuto “indebolire”.

 

Durante l’approvazione di questa legge, il Movimento 5 Stelle aveva dato non pochi grattacapi a cui far fronte, minacciando di ostruzionismo se fosse stata approvata. Per fortuna, il Governo è riuscito a trovare un accordo con il partito, promettendo di discutere alla Camera, per la prossima settimana, una sua mozione sull’Isee.

 

Per quanto riguarda il testo, non dovrebbero esserci ulteriori modifiche, anche considerando l’interruzione pasquale; così, dopo essere stato approvato da Montecitorio, la legge sulle banche dovrebbe passare in Senato intatta e senza problemi.

 

Siamo di fronte ad una novità che potrebbe cambiare in maniera radicale il mondo bancario italiano. Tra le principali novità vediamo lo stop all’anatocismo, nuove regole per la way out delle banche e regole più flessibili per chi desidera usare degli sconti fiscali per l’acquisto di una casa all’incanto.

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